04.05.04

I detective in camice bianco

di Ann Zeuner
[da il manifesto di oggi]

Hiv, virus dell'immunodeficienza acquisita, 40 milioni di persone infettate in tutto il mondo. Ebola, virus della febbre emorragica, 89 per cento di vittime fra i contagiati. Sars, virus della sindrome respiratoria grave, 8000 persone infettate e 770 uccise in poco più di un anno.

H5n1, virus dell'influenza dei polli, l'inquietante candidato per una nuova pandemia. Cos'hanno in comune questi virus oltre al fatto di causare malattie fatali per gli esseri umani e dare filo da torcere a medici, scienziati e responsabili della sanità pubblica? Tutti questi virus, per i quali non esiste per ora un vaccino né una cura efficace, derivano dagli animali e sono «saltati» sull'uomo in tempi recenti.

Esistono due immensi serbatoi di virus capaci di trasmettersi all'uomo: gli uccelli e le scimmie. Il virus dell'influenza dei polli è comparso, non a caso, nell'Asia orientale, dove il pollame viene venduto vivo nei mercati. Anche il virus della Sars sembra derivare dagli uccelli, ma è stato individuato anche in altri animali in vendita nel mercato della regione di Guangdong, in Cina, e non è chiaro come si sia trasmesso all'uomo.

Nel caso di Hiv ed Ebola, originari dell'Africa centrale, è stato invece possibile scoprire, grazie al lavoro di scienziati-detective, l'esatta specie animale di origine e la via di trasmissione agli esseri umani.

L'uso di cacciare le scimmie per nutrirsi della loro carne è diffuso fra molte popolazioni africane. La carne di scimpanzè, mandrilli e altre scimmie viene quasi sempre macellata a mani nude, venduta al mercato e mangiata, talvolta cruda.

In questo modo i virus Hiv, Ebola ed altri meno famosi come Htlv (che può causare la leucemia nell'uomo) e Sfv (spumavirus della scimmia, apparentemente innocuo) si sono trasmessi dalle scimmie all'uomo. Infatti questi virus infettano alte percentuali della popolazione di scimmie selvatiche e possono contagiare chi manipola o mangia la loro carne e chi tiene scimmie come animali domestici (come i cacciatori, che spesso portano a casa i cuccioli degli animali uccisi).

Il passaggio di un virus dalla scimmia all'uomo ha conseguenze imprevedibili: alcuni virus, come Ebola, sono mortali sia per la scimmia che per l'uomo mentre altri, come quelli della famiglia dell'Hiv, convivono pacificamente con le scimmie da migliaia di anni ma diventano aggressivi quando infettano un ospite di un'altra specie.

Altri ancora sono innocui, oppure non riescono a trasmettersi efficientemente da un uomo all'altro e quindi la loro diffusione rimane limitata. Tuttavia, data la capacità dei virus di cambiare rapidamente e di incrociarsi tra loro per creare nuove combinazioni, c'è la possibilità che un virus poco nocivo si trasformi in un killer implacabile.

La caccia alle scimmie si è trasformata da un tradizionale mezzo di sussistenza ad un'impresa commerciale di grandi proporzioni, per cui la carne di scimmia viene venduta nei mercati ed esportata in tutte le città del mondo in cui è presente una comunità di immigrati dell'Africa occidentale.

Questa pratica, oltre a mettere a rischio di estinzione molte specie di scimmie, fa sì che ci sia un passaggio continuo dalle scimmie all'uomo di virus potenzialmente pericolosi. Se col maggior consumo di carne di scimmia è aumentato il passaggio di virus all'uomo, la successiva disseminazione dei ceppi più contagiosi è assicurata dalla concentrazione di grandi masse di persone nelle città e, nel caso di virus sessualmente trasmissibili, dalla diffusione della prostituzione.

Gli scienziati stanno continuando a studiare l'infiltrazione di virus provenienti dalle scimmie nelle comunità africane, in modo da poter prevedere l'irruzione nella specie umana di nuove malattie provenienti dalla giungla.