27.02.05

Il 21 marzo tutti a Castelfranco Emilia!

[Ricevo via email e volentieri pubblico questo appello]

Finora si era visto solo in un film. Stavolta l'italia è arrivata prima:un carcere gestito da privati. E' inaccettabile una cosa simile,nemmeno mussolini arrivò a tanto.

Lunedì 21 marzo 2005 Gianfranco Fini e altri esponenti del governo Berlusconi inaugureranno a Castelfranco Emilia il primo carcere privato italiano, gestito direttamente da San Patrignano per conto dell'Amministrazione Penitenziaria.

Come gruppo 'Dentro e Fuori le Mura' di Firenze, impegnato da circa due anni nella lotta dei diritti dei/delle detenuti/e, proponiamo a tutti/e di organizzare insieme una mobilitazione il 21 marzo a Castelfranco Emilia per fermare questo gravissimo progetto, che rientra nella più generale politica repressiva del governo (legge Bossi-Fini sull'immigrazione, ddl Fini sulle droghe, ddl Ciriello, ecc. ecc. ecc.).

Pensiamo sia anche necessario organizzare a livello locale e nazionale delle iniziative volte alla sensibilizzazione e alla mobilitazione sulla questione specifica del nuovo carcere privato e sulle litica penitenziaria e sulle tossicodipendenze.

Momenti di confronto e conflitto nei quali far conoscere anche le reali condizioni di vita dei detenuti: sovraffollamento, negazione del diritto alla salute, autolesionismo, suicidi, morti sospette, mancanza di lavoro, restrizioni sulla concessione delle misure alternative.

E denunciare le reali condizioni di vita delle persone che sono nelle comunità 'terapeutiche' gestite da San Patrignano e simili (Exodus.): negazione dei diritti e della libertà, violenze, sfruttamento di manodopera gratuita e coatta.

Proponiamo qui di seguito una piattaforma di mobilitazione, sulla base delle rivendicazioni emerse negli ultimi anni.

Fateci sapere cosa ne pensate!

(leandropers@tiscali.it)

1. No al carcere privato di Castelfranco Emilia, che introduce la privatizzazione del sistema penitenziario e rappresenta l'unione della violenza e dell'affarismo di San Patrignano con la brutalità del carcere.

2. No al ddl Fini sulle droghe, che equipara sostanze leggere e pesanti, prevede il carcere per i consumatori, attacca il servizio pubblico (Ser.t.) a vantaggio dei privati. Un provvedimento fascista, che impone una visione da Stato etico ingerendo nelle scelte individuali (come la legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita).

3.Abrogazione della legge Bossi-Fini sull'immigrazione e chiusura dei Centri di permanenza temporanea, senza tornare alla Turco-Napolitano.
Libertà di circolazione e diritto di cittadinanza per tutti e tutte.

4. No al ddl Ciriello, che accentua il carattere classista del sistema penale e penitenziario, salvando da un lato Previti & co. e prevedendo dall'altro l'aumento delle pene e l'esclusione della maggioranza dei detenuti dalle misure alternative. Una giustizia a due binari: garantista con i ricchi, inflessibile e vendicativa con i poveri.


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